Un mio caro amico mi ha fatto rilevare il rapporto tra
quarantena e quaresima. Ma è solo per l'etimologia del nome dal numero 40. A
parte che la quaresima è finita e la quarantena è continuata'. Ma non è un
problema di giorni ma di esperienza interiore. Si può vivere aspettando che
passino. Oppure facendo diventare la quarantena una vera quaresima. Come? Come
momento di revisione di vita e di conversione cioè di cambiamento. L'epidemia
non è una punizione di Dio. Ma forse Dio sta permettendo questa prova per farci
comprendere che alcuni stili di vita sono sbagliati e quindi da correggere. E
che il vero virus di cui avere paura è l'egoismo in tutte le sue forme. E
finché c'è vita c'è speranza di cambiare. Altrimenti avremo sprecato quaresima
quarantena e vita
Dio ha promesso a Noè che non avrebbe più distrutto
l'umanità nonostante la cattiveria umana. L'arcobaleno ce lo ricorda. Dio non
ha mandato il virus per distruggere gli uomini. È la natura che fa il suo
corso. Ma sostenere che dobbiamo aspettare che faccia il suo corso in attesa
passiva non è da credenti. Perciò non solo dobbiamo pregare che Dio ci sostenga
nella prova e illumini le menti degli scienziati per trovare presto rimedi
efficaci ma dobbiamo pregare che Dio metta fine al contagio. Non pregare significherebbe
negare che il Dio creatore non può più intervenire nella sua creazione. Ma
questo dipende dalla conversione dei cuori. La fine è tanto in Dio quanto nelle
nostre mani.
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