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INCONTRARE CRISTO OGGI: 3. INCONTRARE CRISTO NELL’UOMO QUALSIASI

<<Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me>> (Mt 25)
=> il prossimo come “vicario” di Cristo! Ø<<quando, Signore?...>> esplicitazione della “simpatia naturale” e sua elevazione a vero e proprio atto di culto: <<Amerai il Signore… amerai il prossimo tuo…>>. Øchi non accetta il secondo comandamento di fatto non accetta neanche il primo: cfr. prima lettera di Gv: <<chi dice di amare Dio e non ama il fratello è un bugiardo>>. Øtrascurando i diritti del prossimo si violano i diritti di Dio: e non si può addurre a giustificazione il fatto che la figura storica di Cristo ha attirato il nostro culto. [1]
=> nel prossimo c’è lui, Cristo: Øin ogni uomo che mi pensa Ønella bocca di ogni uomo che mi parla Ønegli occhi di ogni uomo che mi guarda Ønegli orecchi di ogni uomo che mi ascolta
=> incontrare Cristo nell’uomo qualsiasi significa saperlo incontrare sempre! Øincontrare Cristo i…

INCONTRARE CRISTO OGGI: 2. INCONTRARE CRISTO NELLA CHIESA

La conformazione a Cristo nel battesimo è contemporaneamente Øpersonale Øcomunitaria => Chiesa “corpo di Cristo”: cfr. San Paolo Riconoscere Cristo in noi e vivere la vita nuova nello Spirito significa: Øuscire dalla autoesaltazione orgogliosa del sé: <<i cristiani che insistono troppo sulla santità della vita interiore sono i meno disposti a capire qualcosa in materia religiosa>>.[1] Øuscire dall’individualismo anche religioso: <<Io possiedo Cristo nel mio cuore – sostiene qualcuno – di che altro posso aver bisogno? Ho Dio dentro di me! Perché dovrei darmi da fare per cercarlo fuori di me? Conosco Dio: che mi importa di ciò che sta attorno a lui?>>[2]. Øinserirsi nella dinamica della comunione ecclesiale: <<Chi lo chiama amico nel sacramento della comunione e possiede poi una devozione così ristretta e meschina da non riconoscere Cristo nel corpo mistico, là dove egli ha stabile dimora, nel luogo dal quale egli rivolge il suo sguardo al mondo (del resto…

INCONTRARE CRISTO OGGI: 1. INCONTRARE CRISTO IN NOI

A) Il punto di partenza: <<esaminate (letteralmente: mettete alla prova) voi stessi se siete nella fede: o non riconoscete Cristo in voi?>> (2 Cor. 13,5) Cfr Benson[1]: una fede non piena nasce dalla mancanza di coscienza del profondo significato dell’incarnazione. “Cristo in noi”: come intenderlo? Egli è l’Emmanuele: il Dio-con-noi - dimensione storica: <<venne fra i suoi…>> (Gv 1) - dimensione sacramentale: il battezzato “conformato a Cristo per mezzo dello Spirito” - dimensione spirituale: Cristo “nel cuore” di ogni battezzato
B) la rivelazione che Cristo fa di se stesso nella intimità del credente: - si presenta come amico[2] = cfr. Cantico dei Cantici: <<il mio amico è per me e io sono per lui>> - Cristo è colui che mi conosce => mi accetta => mi ama così come sono - cfr. Cabasilas[3]: Cristo rende la mia vita umana / nuova / migliore - Come riconoscere Cristo in noi? Smascherare gli inganni: tra come Cristo è e come noi pensiamo che si…

Nascita di nostro Signore Gesù Cristo nella carne.

Quale Natale oggi?
No, non preoccupatevi, non vi farò il solito pistolotto contro il Natale commerciale e la retorica dei buoni sentimenti perché anche questa antiretorica finisce essa stessa per essere retorica nella misura in cui fa uso della sua apparente denuncia per dare l'impressione di un discorso controcorrente quando in realtà lo stesso discorso controcorrente è diventato di moda e segue il mainstream a la page! Si rischia di cadere nella stessa logica dei professionisti dell'antimafia che denunciava già Sciascia, in cui la presupposta denuncia è ridotta al puro formalismo ipocrita dei giochi di ruolo. Si denuncia una supposta ipocrisia con altrettanta speculare ipocrisia.  E tutto perché così come si denuncia la deriva commerciale del Natale, cioè un uso pretestuoso della festa, allo stesso modo la festa del Natale serve da pretesto per discorsi moralistici su mille temi (dalla povertà all'uso distorto del potere, dalle migrazioni alla accoglienza, dalla protezio…

BREVE INTRODUZIONE ALL’ETHOS CRISTIANO: RADICI BIBLICHE DEL PROBLEMA MORALE

ALCUNE PREMESSE:1. Etica filosofica… l’etica filosofica prende l’avvio dalla ragione umana e da una idea-principio fondativo dell’agire umano indicato come “bene” (e il cui risvolto negativo è indicato come “male”). Lungo la storia abbiamo avuto varie etiche filosofiche: ØPlatonismo: la ricerca del bene (idea della perfezione assoluta) in dimensione personale e comunitaria; ØAristotele: l’eudemonismo etico (ricerca della felicità come il bene massimo per l’uomo); ØStoicismo: vivere conformemente alla natura secondo la ragione (il logos umano partecipa del logos divino = legge naturale); ØKant: l’autonomia della morale e l’imperativo categorico ØHegel e l’idealismo: il dispiegarsi nella storia dei valori dello spirito 2) … ed ethos cristianol’ethos cristiano prende l’avvio dalla riflessione biblica: non presenta una trattazione sistematica dell’agire morale ØEbraismo e cristianesimo non si possono considerare “religioni” in senso stretto (se non per la loro manifestazione esterna, fenomenolog…

Omelia per Martina

Le circostanze tragiche della morte della sorella Martina ci spingono, come comunità ecclesiale, ma anche come comunità civile, a interrogarci sul perché un fatto del genere possa essere accaduto, e a cercare di darne, se non una spiegazione - una spiegazione infatti sfugge ad ogni logica umana - almeno una interpretazione che aiuti a dare senso ultimo, e quindi a vivere con consapevolezza e responsabilità, un evento che altrimenti potrebbe farci correre il rischio di leggerlo solo in termini di inaudita sofferenza e immane disperazione. E’, dunque, per non correre questo rischio che, riuniti come comunità credente davanti al Dio della vita e della morte, vogliamo metterci in ascolto di Lui e della sua Parola, a Lui porgere le nostre domande, da Lui ascoltare una parola di comprensione e di conforto. Ho, proprio per questo, voluto scegliere un brano del Vangelo in cui siamo messi davanti a due episodi di sciagure successe durante la predicazione di Cristo a Gerusalemme. Il contesto del p…

Il monoteismo è davvero all’origine della violenza religiosa? Due risposte e una domanda

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Premessa: nostalgia di politeismo
Nell’orizzonte del dibattito culturale attuale, si nota un ritorno ciclico di alcune idee: ciò non desta meraviglia. Quello che stupisce è invece la virulenza con cui è ritornata in auge una in particolare, dietro il tentativo di spiegare la matrice religiosa di un certo terrorismo islamico: è la tesi per cui la radice della violenza religiosa si annida nel monoteismo, in particolare in quello cristiano e islamico.
Un excursus per capire lo status quaestionis
1. Il Protestantesimo e le guerre di “religione”
Col Protestantesimo nasce il “confessionalismo”.
La guerra dei trent’anni frammenta la christianitas europea (occidentale).
Il principio “cuius regio eius et religio”: la ricerca di un nuovo equilibrio e di un nuovo concetto di Stato.
La falsa soluzione con il concetto di “tolleranza”
2. La nascita del deismo illuminista…
L’Illuminismo propose un superamento della questione elaborando, con il Deismo, un concetto di Dio super partes, svincolato dalle…