giovedì 3 gennaio 2013

“De noche iremos de noche…"


Di notte andremo di notte
per ritrovar la fonte,
solo la sete c’illumina, solo la sete c’illumina.”
(San Giovanni della Croce),

E’ notte.
E cerchiamo nella notte.
E’ la ricerca di ogni uomo, la ricerca del suo Dio, la ricerca del suo Amato.

E’ notte,
e siamo qui anche noi a cercare, nella notte.
Noi stasera ti cerchiamo, Signore, nella nostra notte.

C’è buio nel nostro cuore.
Noi stessi forse siamo la notte,
rinchiusi nei nostri tradimenti come Giuda il traditore:
“e uscì fuori. Era notte.
Ipse enim nox erat: egli stesso era la notte”. (Sant’Agostino)

Noi siamo la notte
Quando non vediamo più il senso della nostra fatica e del nostro dolore
E ci arrendiamo ciechi allo scorrere vuoto dei giorni;
Noi siamo la notte
Quando cadiamo oppressi dallo scoraggiamento
E rifiutiamo di alzarci;
Noi siamo la notte
Quando sperimentiamo il tradimento e l’abbandono degli amici
E non riusciamo a perdonare;
Noi siamo la notte
Quando i nemici ridono di noi
E ci avviliamo dubitando di noi stessi;
Noi siamo la notte
Quando le tenebre del peccato ci avvolgono
E ci rinchiudiamo in noi stessi senza aprirci alla grazia;
Noi siamo la notte
Quando le prove e le tentazioni ci vincono
E rinunciamo a combattere;
Noi siamo la notte
Quando ci sentiamo falliti
E non sappiamo più sperare;
Noi siamo la notte.

E’ notte
E noi stasera ci uniamo al grido di quanti, pur a tentoni, nel buio ti cercano:
“Signore, è notte!
Signore, sei presente nella mia notte?”

E’ notte nella nostra vita Signore e noi vaghiamo.
Ma con quel poco di fede che ci resta
Noi stanotte ti imploriamo
Noi stanotte ti preghiamo:
“Tu, Signore, sei nostro padre,
da sempre ti chiami nostro redentore.
Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie
e lasci indurire il nostro cuore, cosi che non ti tema?
Ritorna per amore dei tuoi servi,
per amore delle tribù, tua eredità.
Se tu squarciassi i cieli e scendessi!
Davanti a te sussulterebbero i monti.”
(Isaia)

Abbiamo paura Signore:
Paura che i nostri occhi si abituino alla notte
Paura che le nostre pupille comincino ad amare il buio
Paura che il nostro cuore si indurisca nel male
Paura di non cercarti più
Paura di non amarti più
Paura che altri ci seducano col loro ingannevole fascino.
Paura di allontanarci da te.

“Eppure dove andare lontano dal tuo volto
Dove fuggire lontano dalla tua presenza?” (Salmo)

E’ notte nella nostra vita, Signore, e noi vaghiamo.
Ma con quel poco di fede che ci resta
Noi stanotte ti imploriamo
Noi stanotte ti preghiamo:
Signore, se non riusciamo più neanche a cercarti
Se non riusciamo più a trovarti
Cercaci tu Signore!
Cercaci!
“Ritorna a noi e noi ritorneremo a te.” (Isaia)
“Oh se tu squarciassi i cieli e scendessi!”
Si piegherebbero davanti a te i monti del nostro orgoglio
Si colmerebbero gli abissi della nostra debolezza
Si spianerebbe la via dell’incontro.


E se in questa notte noi vaghiamo
Vienici tu incontro, cercaci, chiamaci!
In questa notte noi cerchiamo la tua parola:
Vieni allora Signore, e parlaci.
In questa notte noi ti preghiamo:

“A te grido, Signore; non restare in silenzio, mio Dio, perché, se tu non mi parli, io sono come chi scende nella fossa.

Il peso della notte è il silenzio.
La pena della nostra notte è il tuo silenzio.
E’ la fame della tua parola che ci spinge
E’ la sete della tua parola che ci guida

Eppure ci avevi ammonito:
“Ecco, verranno giorni,
- dice il Signore Dio -
in cui manderò la fame nel paese,
non fame di pane, né sete di acqua,
ma d'ascoltare la parola del Signore.
Allora andranno errando da un mare all'altro
e vagheranno da settentrione a oriente,
per cercare la parola del Signore,
ma non la troveranno.
In quel giorno appassiranno le belle fanciulle
e i giovani per la sete.” (Amos)
  
Noi non abbiamo più parole
Sono vuote le nostre parole
Non hanno più senso
Forse il tuo silenzio
È per educarci all’attesa
All’attesa della tua parola
Poiché la tua parola è “una sottile voce di silenzio”
Tu parli, ma il tuo “non è linguaggio, non sono parole di cui si ode il suono”

Parlaci dunque Signore, nel tuo silenzio.
Così noi ti preghiamo:
“Se tu non mi parli
riempirò il mio cuore del tuo silenzio
e lo sopporterò.
Resterò qui fermo ad aspettare come la notte
nella sua veglia stellata
con il capo chino a terra
paziente.

Ma arriverà il mattino
le ombre della notte svaniranno
e la tua voce
in rivoli dorati inonderà il cielo.
Allora le tue parole
nel canto
prenderanno ali
da tutti i miei nidi di uccelli
e le tue melodie
spunteranno come fiori
su tutti gli alberi della mia foresta.”
Rabindranath Tagore
Eccoci dunque a te
Nella nostra notte
Nel nostro cercare
Nel nostro silenzio
Nel tuo silenzio

Attendiamo la tua Parola
Per non vagare più nelle tenebre
Perché “la tua parola nel rivelarsi illumina”:
“lampada ai miei passi è la tua parola Signore
luce al mio cammino”.

Oppressi dalla stanchezza dei giorni,
Noi vegliamo;
Temendo che il sonno ci colga,
Noi attendiamo la tua venuta;
pregustando l’arrivo del giorno,
Aspettiamo la fine della notte.

Vieni dunque Signore, vieni nella nostra notte.
Noi cerchiamo e vegliamo
Noi vegliamo ed attendiamo
Noi attendiamo e chiediamo:
“Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell?”
«Sentinella, quanto resta della notte?
Sentinella, quanto resta della notte?».
La sentinella risponde:
«Viene il mattino, se volete domandare, domandate,
convertitevi, venite!». (Isaia)

E noi siamo qui stanotte
Nell’attesa della luce, della tua luce.
E vogliamo domandare
Sicuri che presto risponderai
“Rispondici prestro Signore e salvaci, per la tua misericordia”
E noi ci convertiremo a te mentre tu verrai
a visitarci dall’alto come sole che sorge
Per illuminare coloro che giacciono nelle tenebre
E nell’ombra della morte
E dirigere i nostri passi sulla via della pace.” (Luca)

Ce l’hai promesso: “Ecco vengo presto”
E allora “vieni Signore, vieni
Maranathà” (Apocalisse)

 “Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa,
mentre la notte giungeva a metà del suo corso,
il tuo Verbo onnipotente, o Signore,
è sceso dal cielo, dal trono regale. (Sap 18,14-15)”
Nel cuore della notte
Della notte della storia
Nel cuore delle nostre notti
Il Signore è venuto
Dal cuore del silenzio
Il Signore ha parlato
Il suo Verbo si è manifestato
è sceso fra noi
ha messo la tenda della sua carne in mezzo a noi
e noi abbiamo contemplato la sua gloria
gloria come di Unigenito dal Padre pieno di grazia e di verità.
La luce che brilla in questa notte è la luce del Verbo
E’ la luce della vita.
Ci credevamo sperduti, abbandonati:
gli angeli ci annunciano che siamo destinatari della benevolenza divina:
Non siamo più soli:
Dio è con noi
Egli è l’emanuele.
“il Natale è la risposta di Dio al dramma dell’umanità in cerca della vera pace. "Egli stesso sarà la pace!" – dice il profeta riferendosi al Messia. A noi spetta aprire, spalancare le porte per accoglierlo. Impariamo da Maria e Giuseppe: mettiamoci con fede al servizio del disegno di Dio. Anche se non lo comprendiamo pienamente, affidiamoci alla sua sapienza e bontà.” (Benedetto XVI)
E la sua sapienza e la sua bontà ci rivelano l’arcano:
“apparve l’umanità del Signore nostro Gesù Cristo” (San Paolo)
Dio si fa uomo perché l’uomo diventi Dio.
“O admirabile commercium, o meraviglioso scambio!” (Gregorio Magno)
Cristo, vero Dio e vero uomo
Ci indica la via per realizzare noi stessi come uomini veri:
“Chi segue Cristo, uomo perfetto diventa anche lui pienamente uomo” (GS)
Crsito:
Insegnaci ad accettare la nostra umanità
Insegnaci ad accettare la debolezza della nostra carne
Insegnaci la via dell’umiltà, del nascondimento, della povertà
Insegnaci il cammino della condivisione, della comunione, dell’unità
Insegnaci o Cristo a essere uomini
Uomini della tua umanità
Uomini nella tua umanità
per essere anche figli di Dio,
In te figli santi del Padre, a cui oggi e sempre diamo lode con te e nello Spirito. Amen.



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